sabato 17 maggio 2008

Dottrine escatologiche

Dottrine escatologiche ebraiche, cristiane e islamiche



Nell’ebraismo l’attesa escatologica è legata alla tensione promessa-compimento: Israele ha già fatto esperienza della salvezza di Dio, ma le promesse rimandano ancora a un compimento futuro: ecco allora nascere e svilupparsi la speranza nel Messia che sorgerà dalla stirpe di Davide (2 Samuele 7). Secondo questa concezione, il “giorno del Signore” sarà giorno di giudizio e di salvezza (Daniele 7), in cui il “Figlio dell’Uomo” giudicherà gli uomini e porrà fine all’ingiustizia e al male inaugurando una nuova era.

Il problema della salvezza individuale in un’esistenza dopo la morte si manifesterà nel pensiero ebraico solo in epoca relativamente tarda: sia nella letteratura che risente degli influssi ellenistici, in particolare il Libro della Sapienza, e riflette sul destino del martire (1-2 Maccabei), sia all’interno dell’ampia e diversificata letteratura apocalittica.

Nel Nuovo Testamento Gesù proclama la venuta del regno di Dio e inaugura il tempo della salvezza: la sua croce e la sua resurrezione rappresentano la vittoria di Dio sul peccato e sulla morte. La piena realizzazione del regno è tuttavia attesa alla seconda venuta di Cristo o parusia (vedi Secondo Avvento), che le prime comunità cristiane pensavano come imminente. La parusia è vista oltre che come giudizio, anzitutto come salvezza e speranza per le comunità perseguitate. In epoca patristica si sottolineerà, contro il dualismo antropologico greco, la concezione cristiana della resurrezione dei morti. Con il prolungarsi dell’attesa della parusia e l’avvento dell’era di Costantino, la riflessione teologica accentuò l’interesse per le sorti individuali; in seguito, a partire dal secolo VII, si concentrò sulle questioni del destino ultraterreno dell’anima, dell’inferno e del paradiso, e sul problema del rapporto tra il giudizio individuale e quello finale.

In epoca medievale l’attesa di una trasformazione escatologica del cosmo permeò i movimenti millenaristici, diffondendosi in particolare tra i seguaci di Gioacchino da Fiore, le cui dottrine furono dichiarate eretiche dalla Chiesa nel 1215.

L’Islam ha accolto dall’ebraismo e dal cristianesimo la dottrina di un giudizio dopo la morte che comprende premi e castighi eterni, arricchendo successivamente tale concezione grazie all’incontro con il pensiero persiano. L’Islam considera particolarmente importante la fede nella reincarnazione di alcuni grandi profeti del passato: in alcune occasioni il mondo islamico è stato scosso dall’attesa di un Mahdi, il Messia che avrebbe rinnovato la fede.


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